La valutazione delle politiche agricole e rurali nella regione Veneto. Le differenti forme di governance

Data inizio
1 ottobre 2004
Durata (mesi) 
24
Dipartimenti
Scienze Economiche
Responsabili (o referenti locali)
Montresor Elisa

Il graduale riassetto istituzionale, ma soprattutto le profonde riflessioni avviate nel quadro di nuovi processi di programmazione, impongono l’avvio di una nuova e più ampia analisi dell’impatto delle politiche economiche per l’agricoltura, con lo scopo di giungere non solo ad una razionalizzazione in termini di efficacia e di efficienza della spesa pubblica, ma soprattutto ad una valutazione dei differenti modelli regionali, istituzionali ed amministrativi, per comprenderne le opportunità ed i vincoli. Oggetto di indagine è il modello che si è sviluppato nella Regione Veneto, con lo scopo di analizzare le differenti situazioni territoriali, attraverso un approccio organico e coerente. In particolare oggetto di indagine saranno le differenti modalità di governance che si sono instaurate nelle differenti aree regionali, intesa come l’effettiva capacità delle istituzioni regionali e locali di orientare l’impiego delle risorse, tenendo presente che nei loro territori rispetto alle politiche agricole operano tre livelli di governance: (a) Governance implicita che comprende la PAC ed in cui vi è una limitata, intermediazione di istituzioni regionali e nazionali, benché vi sia tuttora un forte controllo burocratico legato alle OCM. Questa politica, che ha assorbito e che continua ad assorbire larga parte delle risorse previste dal budget comunitario, influisce in misura rilevante sullo sviluppo regionale, benchè questo sviluppo non venga mediato, se non in misura minima, dalle politiche regionali. Nei differenti ambiti regionali e subregionali, la PAC, anche attraverso i pagamenti diretti, può avere dunque impatti differenti in funzione dei diversi assetti istituzionali regionali e locali, che possono generare negli agricoltori comportamenti discordanti. (b) Governance multi-livello, che comprende le misure rivolte allo sviluppo rurale, sia nella forma delle tradizionali misure di accompagnamento direttamente indirizzate agli agricoltori, sia nelle misure a carattere strutturale (ammodernamento, diversificazione, ecc.). L’impatto di questa governance è stato rilevante nel decennio Novanta (aree 5b, misure di accompagnamento, esperienza Leader, ecc), ma sarà ancora più rilevante nella riforma 2000 con un’implementazione delle politiche che coinvolgono direttamente differenti livelli regionali. Valutare come si è realizzata la governance nei differenti territori veneti risulta dunque essere rilevante, per comprendere come evolveranno i processi, che per il 2000-2006 comprenderanno anche un maggior coinvolgimento nazionale. (c) Governance di agenzia, in cui sono comprese numerose iniziative locali, legate a misure comunitarie o nazionali. Non si tratta, perciò, di misure che implicano direttamente forme di incentivo o pagamento a livello regionale. Si tratta delle LEADER+, benché non siano agenzie strictu-sensu, ma anche dell’esperienza dei patti territoriali in Italia. La natura di questo livello di governance può entrare in conflitto con i precedenti; tale conflitto è spesso sanato assorbendo tale livello di governance nell’ambito dei livelli politici ed istituzionali delle prevalenti e preesistenti (Farrell, 1999).I differenti livelli analizzati, che operano contestualmente, ognuno creando un complesso sistema di incentivi, vincoli, assetti normativi e controllo burocratico, generano quindi differentidifferenti modelli di governance regionali, la cui anlisi puo' essere rilevante nel nuovo scenario europeo.Lo scopo della ricerca è di contribuire alla valutazione di medio termine delle politiche rivolte al settore agricolo e rurale, ma anche dei processi indipendenti dall’intervento pubblico, attraverso la ridefinizione dei principali sistemi territoriali presenti nella regione, rispetto a quelli considerati nel Piano Regionale di Sviluppo rurale. Nell’individuazione dei principali sistemi agricoli e rurali, la finalità non è quella di individuare nuovi ambiti istituzionali nel territorio regionale, oltre a quelli già esistenti, ma di valutare come si sono modificati i principali aspetti dello scenario agricolo e rurale nei singoli contesti, al centro della progettualità regionale e locale. Lo scopo ultimo è perciò quello di contribuire a valutare l’efficacia e l’efficienza delle misure già adottate e gli eventuali adeguamenti da suggerire per i prossimi anni, per mantenere e valorizzare il sistema regionale agro-alimentare nei nuovi scenari istituzionali e di mercato.

Enti finanziatori:

Finanziamento: assegnato e gestito dal Dipartimento

Partecipanti al progetto

Ugo Maggioli
Elisa Montresor
Francesco Pecci
Incaricato alla ricerca